I dati di ottobre del Real Time Turnover (RTT) del Centro Studi Confindustria mostrano un’economia italiana in lieve crescita (+0,4%), sostenuta quasi interamente dal settore dei servizi, che registra un +1,8%. Un dato che, letto in superficie, potrebbe sembrare positivo: i servizi continuano a trainare il PIL compensando il rallentamento di industria e costruzioni.
Per ANIP-Confindustria, che rappresenta le aziende che operano proprio nel facility management – il settore che garantisce pulizia, manutenzione, igiene, assistenza e servizi essenziali nelle scuole, ospedali, uffici pubblici e infrastrutture – quella crescita ha un prezzo altissimo. I volumi aumentano ma i margini si assottigliano fino a diventare negativi.
1. COSTI IN CRESCITA E PREZZI FERMI: IMPRESE SCHIACCIATE
Il paradosso è evidente: la domanda di servizi cresce, soprattutto nella Pubblica Amministrazione, ma i corrispettivi restano quelli del passato. Nel frattempo, i costi operativi – energia, materiali, logistica – continuano ad aumentare, mentre il costo del lavoro supera il +16%.
Le imprese del comparto stanno di fatto assorbendo extra-costi che non riescono più a compensare.
La posizione di ANIP-Confindustria è netta: siamo di fronte a una tempesta perfetta dove l’aumento della domanda pubblica collide con contratti sottoscritti anni fa e con prezzi non aggiornati e costi di produzione fuori controllo.
2. L’emergenza “Capitale Umano”: mancano le risorse per garantire i servizi
Il Facility Management è un settore labour intensive. L’Indagine Rapida del CSC suona un campanello d’allarme che non può essere ignorato: il saldo sulle aspettative di disponibilità di manodopera è crollato a –1,5% a novembre.
La crisi è duplice:
- Qualitativa: Manca personale specializzato in grado di gestire le nuove complessità operative.
- Quantitativa: C’è uno squilibrio strutturale tra la domanda di servizi (in aumento) e l’offerta di lavoratori.
Per un settore che vive di operatività quotidiana, la difficoltà nel garantire la copertura dei turni nei grandi appalti sta diventando la norma.
ANIP-Confindustria sottolinea l’urgenza di investire nella formazione di personale per il settore del Facility Management: senza capitale umano, il settore si ferma.
3. IL DIVARIO TRA GRANDI E PICCOLE IMPRESE SI ALLARGA
L’RTT racconta un’altra frattura: le grandi imprese tengono (seppur con margini erosi), le PMI soffrono. Le prime possono assorbire meglio i costi, le seconde rischiano di non riuscire più a competere. Una polarizzazione che potrebbe ridurre la pluralità del mercato e rendere più fragile l’intero ecosistema dei servizi.
COSA SERVE ORA
ANIP-Confindustria indica una rotta chiara:
- Revisione automatica dei prezzi nei contratti pubblici per allinearli al costo reale della vita e del lavoro;
- Accessibilità ai bandi garantita anche per le PMI, per evitare oligopoli forzati;
- Semplificazione burocratica per ridurre i costi occulti di gestione;
- Politica industriale mirata che riconosca ai Servizi la stessa dignità strategica dell’Industria manifatturiera.
Il settore dei servizi sta contribuendo alla crescita dell’economia italiana. È tempo che sia considerato un asset strategico.



